martedì 17 giugno 2008

l'energia per il futuro



"Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari."

Con queste parole docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca italiani, facendo appello alla propria esperienza e conoscenza, si rivolgevano a "chi guiderà il prossimo governo", "affinché vengano prese decisioni sagge e coraggiose per la politica energetica italiana", sollecitando a "sviluppare l'uso delle fonti di energia rinnovabile: eolica, geotermica, idroelettrica e, in particolare, solare nelle varie forme in cui può essere convertita: energia termica ed elettrica, combustibili artificiali, biomasse".

Più di 1.300 firme di docenti e ricercatori, più di 4.200 firme di sostegno di cittadini 'comuni', tra le quali sono orgogliosa che ci sia anche la mia.

La lettera-appello è datata 18 marzo 2008: appena tre mesi fa, ma non sembra anche a voi passato un secolo?

Tanta acqua - torbida - è passata sotto i ponti dal 18 marzo e a occhio e croce direi che con quella lettera accorata "chi guida il governo" ci avrà fatto un bell'aereoplanino: quel birbantello del Presidente del Consiglio probabilmente lo lancerà scherzosamente verso i banchi della maggioranza in Parlamento, per flirtare giocosamente con le sue belle deputate, esauriti i bigliettini galanti.

Ma chi si occupa di ricerca scientifica è tenace per natura e per dovere e ancora di più lo è chi si occupa di insegnamento: ieri 16 giugno il Comitato promotore dell'appello ha indirizzato una lettera aperta
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi
Al Ministro dello Sviluppo Economico, On. Claudio Scajola
Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, On. Mariastella Gelmini
Pazientemente, testardamente questi uomini di scienza ripetono le loro argomentazioni, sperando di essere ascoltati, di far prevalere la ragione.

Sottolineano che "La più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il Sole, una fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10.000 volte quella che l’umanità intera consuma".

Aggiungono che "Sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri statisti".

Un altro elemento che a me - da profana - pare di buon senso lo ricorda Paolo Ferrero, su Cani Sciolti: "Secondo le normative statunitensi non esisterebbe un metro quadro del territorio italiano su cui si possa costruire una centrale nucleare per problemi di sismicità e densità abitativa Basterebbe questo per dire che non si può fare".

Ma come si fa a non essere d'accordo?
infatti: un sondaggio Ipsos l'anno scorso indicava un 82% di italiani a favore dell’impiego di energie rinnovabili e un infimo 12% a favore del nucleare. Del resto, si tratta in Italia di una posizione consolidata, fin dal referendum del 1987 con il quale fu "di fatto" sancito l'abbandono da parte dell' Italia del nucleare come forma di approvvigionamento energetico.

Oggi più della metà della popolazione, è contraria a costruire centrali nucleari in Italia, ma il Parlamento è a favore al 100% (l'opposizione-ombra propugna la "quarta generazione" delle centrali. Pare lo spot di un nuovo telefonino).

Imbarazzante? Non c'è problema! Basta convincere l'opinione pubblica a pensarla come il Parlamento e il gioco è fatto, ecco che il Parlamento rappresenterà le opinioni del paese. Siamo in democrazia, no?
Una bella massiccia campagna 'a favore', basata come sempre sul maggior oscuramento possibile delle voci contro e sul sano vecchio martellamento mediatico, che funziona sempre. E nessuno lo sa meglio di Silvio Berlusconi!

L'anno scorso di questi tempi il Parlamento europeo adottava a grande maggioranza la dichiarazione "sull'instaurazione di un'economia verde all'idrogeno e una terza rivoluzione industriale in Europa", chiedendo l'aumento dell'efficienza energetica, la riduzione dei gas a effetto serra, lo sviluppo di fonti alternative e la messa a punto, entro il 2025, in tutti i paesi membri di un'infrastruttura a idrogeno decentralizzata. Per il nostro governo, carta straccia. Eh, già: i veri statisti...!

Ma si può fare, non ci lasceremo mica imbonire dalla ministra Gelmini, che probabilmente ha studiato da ministro al Cepu: la Spagna in tre anni ha incrementato del 300% dell’uso delle energie pulite e si avvia, dopo la Svezia, a diventare energeticamente autosufficiente entro il 2050.

L'appello di marzo e la lettera aperta "Le scelte energetiche per il futuro dell’Italia" li trovate sul sito energiaperilfuturo.it

PS. scusate, mi scappa un piccolo moto di campanile (adottivo): il Comitato di Energia per il futuro è guidato dal Professor Vincenzo Balzani, che insegna chimica all'Università di Bologna (vai Bologna, alè)

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2 commenti:

nilu ha detto...

Complimentoni per il tuo blog!
Riguardo l'energia nucleare ci sono problemi anche da noi, il sito di MOLA DI BARI (comune a 20 km da casa mia) potrebbe essere uno dei "prescelti"

colgo l'occasione per ringraziarti per la tua testimonianza al mio post sulla Resistenza.
Un abbraccio

viviana ha detto...

grazie!! ^___^

Spero che a Mola, come in tutti i siti sfortunatamente papabili ci sia una bella mobilitazione consapevole.

Sono io che ringrazio te, le cose che scrivi si possono solo condividere. E continuare a dirle e scriverle :-)